Castello di Skokloster, il più grande edificio privato di Svezia

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Il castello di Skokloster visto dal lago Mälaren © Andrea Lessona

Il castello di Skokloster visto dal lago Mälaren © Andrea Lessona

Il Castello di Skokloster si specchia nel lago Mälaren, ricordo riflesso dell’epoca d’oro svedese. Edificato in stile barocco nel XVII secolo quando la Svezia era al massimo della sua potenza continentale, oggi è l’edificio privato più grande del paese scandinavo.

Imponente nella sua fattura, acceca di bianco l’orizzonte mentre il battello si avvicina all’attracco. A metà strada tra Stoccolma e Uppsala, da dove sto arrivando a bordo del traghetto, il maniero è una importante attrazione turistica grazie ai tesori che conserva.

Appena superate le mura, gli occhi si aprono sul cortile intorno a cui sono disposti gli edifici. In cima, due torri sormontate da cupole a lanterna brillano nel cielo. Accompagnato dalla guida del castello di Skoloster, salgo le scale contornate da balaustre intarsiate e arrivo al primo piano.

Qui, i lunghi corridoi hanno 151 frasi dipinte in svedese, latino, italiano, spagnolo, francese, inglese e tedesco. Il primo a introdurre questa curiosa usanza fu nel 1700 Abraham Brahe, il nipote di Carl Gustav Wrangel, l’uomo che diede ordine all’architetto Nicodemus Tessin il vecchio di progettare il maniero.

Da allora e sino al XIX secolo la strana moda del luogo è continuata per finire nel 1930 quando l’edificio venne acquistato dalla famiglia von Essens: che, a sua volta, lo cedette definitivamente al governo svedese nel 1967. Dopo un po’ Skokloster venne aperto al pubblico, curioso come me di scoprirne le ricchezze.

Così, dopo aver letto alcune scritte, arrivo all’Appartamento di Wrangel dove spicca la Hall del Re con il suo soffitto a stucco del 1664 dipinto di colori vividi. Ai quattro lati ci sono rappresentazioni esotiche dei continenti conosciuti in quel tempo: America, Asia, Africa, Europa.

Anche la vicina Stanza da letto del Conte non è da meno: sempre Wrangel la volle ricca di raffinati arazzi. Il baldacchino è rivestito di rossa seta preziosa mentre alle pareti spiccano tappeti intrecciati fatti nei Paesi Bassi.

Pure il Conte Magnus Brahe, proprietario del palazzo all’inizio del XIX secolo, si fece costruire una Stanza commemorativa in una delle due torri in cui risalta la statua marmorea di Marte, il re della guerra per i Romani.

Camminati altri corridoi, raggiungo l’ala ovest del palazzo, l’Appartamento di Brahe: lo sfarzo barocco si manifesta nel pomposo salotto alle cui parete il colore si intravede appena a causa di tutti i ritratti di famiglia appesi. A compensare il troppo, nella più raffinata Sala da pranzo, c’è il camino finemente lavorato su cui è dipinto l’emblema di famiglia.

Salite di nuovo le scale, arrivo nella Biblioteca voluta da Carl Gustav Wrangel: i suoi trenta mila titoli sono suddivisi in sette diverse stanze. La collezione spazia dal 1466 al 1840 e copre numerose aree di interesse tra cui la botanica, la storia e la geografia.

Interessi, questi, che trovano espressione nei numerosi mappamondi e nelle cartine appese alle mura di una delle camere della torre dove si trovano molti antichi strumenti di misurazione.

Sempre quassù è ospitata la più grande Collezione privata di armi al mondo: armature, moschetti, pistole, spade – persino quelle giapponesi -, piccoli cannoni, balestre, archibugi. In mezzo a questa Santa Barbara si trova pure il modello del castello di Skokloster in scala originale che l’architetto Tessin fece per mostrarlo a Wrangel.

Ridiscese le scale arrivo a quella che doveva essere la Sala dei banchetti. Qui tutto è come nel 1676 quando i costruttori assunti abbandonarono il lavoro perché i nuovi proprietari, i Brahe, non avevano intenzione di spendere denaro per terminarli.

Possedenti di altri castelli, lasciarono quest’ala al destino che, grazie alle favorevoli condizioni climatiche del lago Mälaren, l’ha conservata intatta sino a giorni nostri.

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