Grebbestad, safari svedese ai frutti di mare

di
Pesca a Grebbestad, Svezia © Andrea Lessona

Pesca a Grebbestad, Svezia © Andrea Lessona

Nelle acque al largo di Grebbestad, la corda sembra non finire mai. Ogni metro tirato a bordo del peschereccio è uno sforzo sentito sulle mie braccia stanche. La rete è laggiù, sul fondale: scrigno profondo a trattenere le prelibatezze crostacee dell’arcipelago svedese.

Poi, improvviso, il verde del mare si apre: e lascia uscire dalla sua immensità una gabbia piena di granchi. Per mi aiuta a posarla sulla coperta dell’imbarcazione, mentre Lars tiene stretto il timone.

In un attimo gli animali sono in una scatola di legno davanti a me, occhi vispi e chele pronte a tagliare dita disattente. Saranno il pranzo di oggi, non appena la Tuffa dei fratelli Karlsson mi avrà riportato a Grönemad, un piccolo villaggio a due chilometri da Grebbestad, nella provincia del Bohuslän.

E lì che i due giovani svedesi hanno la loro rimessa per barche: la Everts Sjöbod. Ed è da lì che sono partito stamane dopo aver incontrato questi ragazzi che mi hanno mostrato la loro “casa” piena di attrezzi e oggetti utili per la pesca.

Pesca che per entrambi è passione, ma anche lavoro: durante quasi tutto l’anno organizzano safari in mare per scoprire la zona, ma anche per imparare ad aprire le ostriche pescate di fresco, a come poi prepararle e cucinarle.

Ci sono diversi pacchetti a seconda delle esigenze e delle scelte. E si può prenotare un alloggio nella zona. Chi lo desidera può godersi i 40 gradi in un barile di legno immerso nelle acque per fare il bagno e rilassarsi sia d’estate sia d’inverno.

Mentre mi vestivo della tuta colorata e impermeabile per sconfiggere il vento del mare, Per mi ha spiegato che “il 50 per cento delle aragoste svedesi vengono da Grebbestad, e si dice che siano le migliori al mondo. Si possono pescare da settembre ad aprile”.

Tanti viaggiatori arrivano sino a qui, sfidando le scarse indicazioni, per imbarcarsi sulla Tuffa, il peschereccio in legno costruito nel 1952 a Orust. E’ stato realizzata dal noto costruttore di barche Gösta Johansson.

L’imbarcazione è rinnovata e messa a punto, pur mantenendo il suo vecchio e romantico stile per una lunghezza di 8,7 metri e una larghezza di 3,3 per un peso di 5,5 tonnellate. Può portare sino a 12 passeggeri.

Dalla sua prua si può vedere l’orizzonte basso, scalfito da tante isolette. Su alcune ci sono anche piccole costruzioni in legno: “Sono cottage che i pescatori usano per pescare un po’ più al largo della costa”. Mi ha spiegato ancora il giovane svedese a bordo.

Queste acque regalano una grande quantità di granchi, ostriche, aragoste. “Sì, ma con attenzione. Il mare è la nostra vita e dobbiamo rispettarlo. Pescare più del dovuto significherebbe condannare lui e noi”. Mi ha detto convinto Per.

Mentre Lars tiene stretta la barra del timone verso la costa, il fratello mi apre alcune ostriche per un assaggio. “Provale sono davvero deliziose. Il 90 per cento di quelle svedesi viene da Grebbestad”.

Declino con un sorriso, preferendo il burro spalmato sul pane alle alghe, altra specialità della zona, e lo accompagno con una birra scura, ma leggera. Poi la Tuffa, con movenze sinuose, arriva al molo. E attracca.

Aspetto impaziente di mangiare i “miei” granchi.

I commenti all'articolo "Grebbestad, safari svedese ai frutti di mare"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...