Sigtuna, la città più antica della Svezia

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Stora Gatan, il cuore di Sigtuna © Andrea Lessona

Stora Gatan, il cuore di Sigtuna © Andrea Lessona

Sigtuna è l’antico eco della Svezia, riflesso espanso di origini e colori. Gli stessi che mi si riverberano negli occhi mentre cammino Stora gatan, la via principale della più vecchia città svedese.

Nella sua linea d’asfalto è costeggiata da pittoreschi edifici in legno, ospiti fiorenti di attività commerciali e di artigianato. Saltuari, concedono dimora a bar e ristoranti con sguardo esterno sul lago Mälaren, vicino a cui Sigtuna sorge e prospera da oltre mille anni.

Era il 970 quando venne venne fondata dal re Erik Segeräsll. E proprio qui, a solo un’ora da Stoccolma, dove turisti e locali godono di un clima estivo ideale, sono state coniate le prime monete svedesi. Simbolo moderno di prosperità e potere, sono cimeli da conservare gelosi come i resti della Mariakyrkan.

Stora gatan, Sigtuna © Linus Hallberg

Si trova un po’ in periferia ed è la più antica costruzione in mattoni della valle. In origine era la chiesa del convento dei domenicani. Fu inaugurata nel 1247, mentre i suoi affreschi risalgono al XIV e l XV secolo. È da lì che ho cominciato il mio viaggio tra le vie e la storia di Sigtuna.

Cercandole entrambe sono disceso verso Stora Gaten e mi sono imbattuto tra i resti sparsi di altri tre edifici ecclesiastici: Sant Olaf, Lars e Peter. Disseminati tra il verde cittadino, risaltano del loro grigio come le pietre runiche che qui si trovano in ogni dove, e sono tra le maggiori attrattive storiche della città.

Sigtuna è il comune più ricco al mondo per questo genere di tesori. Infatti tali sono per la loro importanza: basta sfiorare con le dita gli incavi incisi nella roccia, come ho fatto io, per sentire la storia scorrerti sotto la pelle.

Poi, camminando parallelo a Stora gatan, sono arrivato a dove inizia, lì sull’angolo, vicino al Museo della città: nei suoi interni si conservano collezioni ricche di oggetti che dal periodo vichingo al Medioevo sono arrivati sino a noi.

Una parte di questi cimeli viene esposta nella mostra “Sigtuna in epoca medievale”, molto apprezzata e visitata come lo sono le altre provvisorie che si alternano nell’edificio durante tutto il resto dell’anno.

Uscito nei colori cangianti della via, ho raggiunto la Drakegården. In passato era una locanda e una residenza privata. Oggi il suo legno verde tenue ospita l’ufficio turistico e quello informazioni del comune.

Rådhuset, Sigtuna © Linus Hallberg

Ed è lì che sono entrato per sapere dove fosse il Municipio. Mi sono sentito rispondere che “basta fare qualche passo in più, svoltare a sinistra, ed eccolo”. Infatti era proprio lì, vicino, perché qui tutto lo è: un luogo a misura d’uomo dove fretta e stress non hanno quartiere.

Così ho comminato lo spiazzo dove l’ombra del Rådhus si allunga sullo sterrato e ho superato l’ingresso delle sue pareti lignee. Il Municipio risale al XVIII secolo ma è stato anche Palazzo di Giustizia e oggi è un museo.

Nel salone dagli arredamenti originali, si celebrano spesso i matrimoni: oltre agli abitanti del posto ci sono pure diversi turisti che preferiscono convolare a nozze civili in un ambiente così caratteristico e unico.

Lasciatolo alle spalle, ho continuato a camminare Stora gatan sino a dove finisce. Deviando su una dei suoi vicoli ho attraversato i quartieri residenziali che danno sulla baia: lì, il molo è costellato da barche di ogni dimensione.

Solcano le acque del lago Mälaren e sono una vera e propria passione sia per gli abitanti della zona che per i turisti che vengono soprattutto dalla vicina Stoccolma: entrambi godono di acque e scenari d’altri tempi.

Dopo averli invidiati un po’, ritorno sulla via principale: rifaccio la strada in senso inverso mentre i colori di Stora gatan mi si riverberano negli occhi.

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