Economia

Aiutata da pace e neutralità per tutto il XX secolo, la Svezia è una delle prime 20 potenze economiche mondiali. I suoi standard di vita sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Australia, Giappone e degli altri Paesi nordici europei. Il suo punto di forza è un sistema misto di capitalismo e di benefici dello stato sociale socialista. Il tessuto sociale è fortemente statalista, e la presenza confortante e a volte invadente dello Stato è ben presente.

Il Paese ha un moderno sistema di distribuzione, eccellenti comunicazioni interne ed esterne, e una forza lavoro qualificata. Legname, energia idroelettrica e minerali ferrosi (le miniere forniscono ferro, rame, piombo, uranio e zinco), costituiscono le risorse di base di un’economia molto orientata verso il commercio con l’estero.

L’industria privata è responsabile di circa il 90% della produzione industriale, nella quale il settore dell’ingegneria rappresenta il 50% della produzione e delle esportazioni. L’agricoltura rappresenta solo il 2% del prodotto interno lordo e il 2% dei posti di lavoro. Tra i prodotti principali si annoverano cereali, patate e foraggi. Le industrie più sviluppate sono quelle meccaniche, elettroniche, chimiche e aeronautiche.

L’impegno del governo nella disciplina fiscale ha prodotto un sostanzioso surplus di bilancio nel 2001, che è stato più che dimezzato nel 2002 a causa del rallentamento globale dell’economia, del declino delle entrate e dell’incremento delle spese. La Banca Nazionale Svedese (Riksbank) è concentrata sulla stabilità dei prezzi con un obiettivo di inflazione al 2,5%.

Il sistema delle comunicazioni e dei trasporti svedesi è una componente importante dell’infrastruttura. Inoltre i numerosi porti garantiscono i traffici marittimi.

La forza dell’economia svedese consiste nell’avanzamento tecnologico di settori come la chimica, la meccanica e la metallurgia. L’innovazione scientifica ne è il propulsore tradizionale, sia nello sviluppo di nuove tecnologie, sia nell’innovazione di tecnologie applicate in settori tradizionali. Invenzioni come il cuscinetto a sfera e la dinamite sono le artefici del decollo industriale svedese.

Oggi lo Stato destina alla ricerca e allo sviluppo il 3,7% del PIL, tra le quote più alte del mondo. Su queste basi la Svezia ha saputo valorizzare le proprie risorse naturali, in sé non particolarmente abbondanti. Gli immensi boschi sostengono le industrie della carta e del legno. Le miniere di ferro sono situate nell’estremo Nord, sono le principali d’Europa e, nonostante i costi di estrazione siano molto elevati, sono molto sfruttate.

Oltre a quelle già sfruttate, recentemente ne sono state scoperte nuove: a tal proposito, singolare è il caso di Kiruna, la principale città del Grande Nord. Infatti, sotto la città sono stati trovati dei cunicoli di una miniera e perciò è al centro di un progetto che prevede il trasferimento di infrastrutture e quartieri.

La tradizione siderurgica svedese si fonda sull’industria mineraria e sull’energia idroelettrica. Stenta invece a decollare l’industria automobilistica. Un settore, questo, che ha da sempre mostrato alcuni limiti (ad esempio i costi elevati e una certa difficoltà ad imporsi sui mercati stranieri) palesatisi nel 2010 con la notizia dell’acquisto della casa automobilistica Volvo da parte della cinese Geely per 1,8 miliardi di dollari.

In effetti, da tempo ormai, sono i settori ad alta tecnologia ad essere le punte di diamante del sistema produttivo. L’industria privata è responsabile di circa il 90% della produzione industriale, in cui il settore dell’ingegneria rappresenta a sua volta il 50% della produzione e dell’esportazione.

I servizi assorbono il 70% della popolazione attiva. Il peso dell’agricoltura, organizzata in imprese a conduzione familiare, è molto ridotto: occupa solo il 2% del PIL e il 2% dei posti di lavoro. Il deficit agroalimentare è notevole, ma ci sono consistenti produzione compatibili con le rigide condizioni climatiche. Infatti, avena, barbabietole, orzo e patate, con l’aiuto dell’allevamento bovino, coprono il fabbisogno; a questi si aggiunge il frumento, coltivato però solo sotto al di sotto del 60º parallelo.

Fonte: Wikipedia

I commenti all'articolo "Economia"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...